L’evoluzione tecnologica nella diagnostica digitale per immagini

22 marzo 2023
diagnostica digitale
Con il termine “diagnostica per immagini” si indica la metodica che permette di conoscere, attraverso la creazione ed analisi di immagini radiologiche e non, la presenza di uno stato patologico.
È noto che alcuni degli esami che si eseguono utilizzando questa tecnica sono:
  • esami radiologici
  • esami panoramici e teleradiografici
  • risonanza magnetica
  • TAC
  • ecografia
  • densitometria ossea
  • scintigrafia
  • Cone-Beam 3D
La prima radiografia fu eseguita da Wilhelm Conrad Röntgen, il padre dei raggi X, il 22 dicembre 1895 alla mano della moglie. Da allora la tecnica di diagnostica per immagini ha sperimentato un’evoluzione continua: dapprima con l’approntamento delle prime apparecchiature radiologiche e il loro utilizzo in strutture ospedaliere, poi con l’introduzione di macchine che utilizzavano come mezzo di impressione una pellicola fotografica, opportunamente sensibilizzata.
La diagnostica odontoiatrica ha visto il diffondersi di generatori RX endorali e di apparecchiature panoramiche e teleradiografiche.
Tutte le immagini diagnostiche prodotte fino all’introduzione della tecnologia digitale avevano un grande limite: la capacità di discernere fini dettagli clinici era legata unicamente alla acutezza visiva del clinico che esaminava la lastra.
Negli anni ’70 l’introduzione dei primi computer ha permesso a Godfrey Hounsfield di sviluppare la prima TAC. Successivamente la potenza di calcolo disponibile e sempre crescente ha reso possibile lo sviluppo e l’utilizzo nella pratica clinica di apparecchiature come Ecografi, Densitometri Ossei, Scintigrafi, Risonanze Magnetiche: tutti apparecchi “nati digitali”.
Anche le apparecchiature più tradizionali e specifiche per l’odontoiatria hanno avuto un’evoluzione verso il digitale e le pellicole, se non per casi particolari, hanno ormai lasciato il posto a sensori digitali, soprattutto per gli esami panoramici e teleradiografici.
 

I vantaggi del digitale

I principali vantaggi introdotti dalla diagnostica digitale si possono riassumere in:
  • Riduzione dei tempi e immediatezza della diagnosi. Le immagini sono immediatamente disponibili sullo schermo.
  • Aumento della capacità diagnostica. Il software di gestione è in grado di enfatizzare e magnificare dettagli che altrimenti sarebbero poco visibili.
  • Archiviazione e visualizzazione semplificata. Registrazione delle immagini in un archivio centralizzato, condivisione in tempo reale delle immagini diagnostiche.

 

Cone-Beam: la terza dimensione

Negli anni ‘90, NewTom ha introdotto nella pratica diagnostica il primo dispositivo basato su un’innovativa tecnica chiamata Cone-Beam e caratterizzata da:
  • scansione del volume in una unica rotazione
  • basso dosaggio (comparato ad una TAC)
  • altra risoluzione (comparata ad una TAC)
  • assenza di distorsioni (comparato ad un esame panoramico)
Il fatto di avere a disposizione un volume ha dato al clinico la possibilità di sfruttare la terza dimensione, altrimenti inaccessibile con altri esami disponibili nello studio odontoiatrico (come radiografia endorale, panoramica e teleradiografia).
Per il costo accessibile e per la grande efficacia clinica, le apparecchiature Cone-Beam, inizialmente adottate da studi di radiologia, si sono diffuse in maniera sempre maggiore negli studi odontoiatrici.
Oggi, le moderne apparecchiature Cone-Beam 3D sono in realtà apparecchi combinati, dove la bidimensionale delle panoramiche, le teleradiografie e la tridimensionale, coesistono.
NewTom e Carestream hanno introdotto nel mercato due apparecchiature che sono i riferimenti della categoria:
 
  • NewTom GiANO HR DC’’’ che si contraddistingue per la scalabilità e modularità. Il dispositivo può disporre, infatti, di campi di acquisizione diversi a seconda della applicazione. Può essere dotato di funzioni diverse come la panoramica e la Cone-Beam e del braccio teleradiografico.
     
  • Carestream CS 8200 3D che si contraddistingue per la sua compattezza diventando così adatto ad essere inserito negli studi odontoiatrici dove, al momento del progetto, la radiologia in sito non era stata contemplata.

 

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