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Verifiche di sicurezza dei dispositivi elettromedicali: cosa devono fare gli studi dentistici per essere in regola

03 giugno 2026
Verifiche elettriche dei dispositivi elettromedicali: cosa devono fare gli studi dentistici per essere in regola
Negli studi odontoiatrici moderni, i dispositivi elettromedicali sono parte integrante dell’attività quotidiana: radiografici, elettrobisturi, laser, ablatori, monitor, sistemi diagnostici e molte altre apparecchiature vengono utilizzate ogni giorno a stretto contatto con il paziente.
Proprio per questo motivo, la normativa italiana impone controlli periodici finalizzati a garantire sicurezza, affidabilità e corretto funzionamento delle apparecchiature. Tuttavia, molti professionisti hanno ancora dubbi su quali verifiche siano realmente obbligatorie, con quale frequenza vadano effettuate e quali responsabilità ricadano sul titolare dello studio.
In questo articolo facciamo chiarezza sulla normativa vigente e sugli obblighi previsti per gli studi dentistici.

Cosa si intende per dispositivo elettromedicale?

Un dispositivo elettromedicale è un’apparecchiatura elettrica destinata alla diagnosi, al trattamento o al monitoraggio del paziente, che entra in contatto diretto o indiretto con esso oppure trasferisce energia verso il paziente.
Nel settore odontoiatrico rientrano, ad esempio:
  • riuniti odontoiatrici
  • radiografici endorali e panoramici;
  • laser odontoiatrici;
  • elettrobisturi;
  • ablatori a ultrasuoni;
  • monitor e sistemi diagnostici;
  • riuniti odontoiatrici;
  • apparecchiature da laboratorio odontotecnico.
Questi dispositivi devono essere mantenuti in condizioni di sicurezza sia per l’operatore sia per il paziente.

La normativa di riferimento

La norma tecnica principale è la CEI EN 62353, che disciplina le verifiche di sicurezza elettrica degli apparecchi elettromedicali dopo la loro installazione e durante il loro ciclo di vita.
La normativa prevede verifiche:
  • prima della messa in servizio;
  • dopo interventi di manutenzione o riparazione che coinvolgono le parti elettriche;
  • periodicamente, secondo scadenze definite dal tipo di apparecchiatura e dall’ambiente in cui viene utilizzata.
A supporto della CEI EN 62353 intervengono inoltre le linee guida CEI 62-122, che definiscono criteri operativi per:
  • manutenzione preventiva;
  • verifiche periodiche;
  • controlli funzionali;
  • prove particolari di sicurezza.

Verifica elettrica o verifica di sicurezza?

Uno degli aspetti più fraintesi riguarda la differenza tra semplice “verifica elettrica” e completa “verifica di sicurezza”.
La normativa parla infatti di verifica di sicurezza, un concetto molto più ampio rispetto al solo controllo elettrico.
Una verifica realmente conforme dovrebbe comprendere anche i controlli elettrici che servono a verificare la sicurezza dell’apparecchiatura in presenza di eventuali guasti o anomalie dell’impianto elettrico.
Tra le prove principali rientrano:
  • continuità del collegamento di terra;
  • correnti di dispersione;
  • resistenza di isolamento;
  • verifica delle protezioni.
Oltre ai controlli elettrici, sono importanti i controlli funzionali e prestazionali che accertano che il dispositivo lavori correttamente secondo gli standard previsti dal costruttore e che l’energia erogata sia realmente adeguata all’uso clinico. Questo aspetto è fondamentale perché un’apparecchiatura può risultare elettricamente sicura ma non garantire prestazioni terapeutiche corrette.

Ogni quanto devono essere effettuate le verifiche?

La periodicità dipende dal tipo di apparecchiatura, dal locale di utilizzo e dalle indicazioni del fabbricante.
In linea generale:
  • almeno una volta all’anno per apparecchiature utilizzate in ambienti assimilabili a locali medici di gruppo 2;
  • almeno ogni due anni per apparecchiature utilizzate in altri ambienti.
Tuttavia, il costruttore può indicare intervalli differenti e, in alcuni casi, possono esserci prescrizioni specifiche da parte delle autorità competenti. Per questo motivo è importante pianificare le verifiche attraverso un programma strutturato di manutenzione e controllo.

Chi è responsabile in caso di controlli o contestazioni?

Molti titolari di studio ritengono che la responsabilità ricada esclusivamente sull’azienda che esegue le verifiche. In realtà, dal punto di vista normativo, il principale responsabile rimane il titolare della struttura sanitaria o il proprietario delle apparecchiature.
In caso di:
  • ispezioni ASL;
  • controlli NAS;
  • contestazioni da parte dei pazienti;
  • incidenti o malfunzionamenti,
può essere richiesta tutta la documentazione relativa alle verifiche effettuate.
L’assenza di controlli documentati oppure verifiche incomplete può comportare responsabilità civili, amministrative e, nei casi più gravi, penali.

Perché è importante affidarsi a un’azienda specializzata

Non tutte le aziende che propongono verifiche elettriche possiedono competenze specifiche nel settore biomedicale.
Per uno studio dentistico è importante affidarsi a un partner che garantisca:
  • personale qualificato nel biomedicale;
  • strumenti certificati e aggiornati;
  • competenze sulle norme CEI applicabili;
  • gestione documentale completa;
  • supporto in caso di non conformità;
  • pianificazione delle scadenze future.
Un servizio professionale non si limita alla semplice misurazione elettrica, ma comprende anche consulenza tecnica, manutenzione preventiva e assistenza normativa.

Il nuovo servizio Revello per le verifiche elettromedicali

Per supportare gli studi dentistici nella gestione degli obblighi normativi, Revello offre un servizio dedicato alle verifiche di sicurezza delle apparecchiature elettromedicali.
L’obiettivo è aiutare i professionisti a:
  • mantenere il parco macchine conforme alla normativa;
  • ridurre i rischi legati a malfunzionamenti o non conformità;
  • avere documentazione sempre disponibile e aggiornata;
  • programmare correttamente manutenzioni e controlli periodici.
Grazie a personale specializzato e procedure conformi alle normative CEI, il servizio consente allo studio odontoiatrico di lavorare con maggiore tranquillità e sicurezza.

Conclusioni

Le verifiche di sicurezza dei dispositivi elettromedicali non devono essere considerate un semplice adempimento burocratico, ma uno strumento fondamentale per garantire:
  • sicurezza del paziente;
  • tutela dell’operatore;
  • continuità operativa dello studio;
  • conformità normativa.
Per i dentisti, oggi più che mai, è importante affidarsi a partner competenti in grado di offrire un servizio completo, professionale e documentato.
Investire nella sicurezza significa proteggere il proprio lavoro, i propri pazienti e il valore dello studio nel tempo. Scopri di più sul servizio e richiedi maggiori informazioni.

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