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Linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionella: come gestire il rischio nello studio odontoiatrico

09 settembre 2026
Linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionella: come gestire il rischio nello studio odontoiatrico
La sicurezza degli ambienti di cura rappresenta un elemento fondamentale per ogni studio odontoiatrico.
Oltre alla corretta gestione della sterilizzazione e delle procedure per la prevenzione delle infezioni crociate, è importante prestare attenzione anche alla qualità dell'acqua e alla gestione degli impianti idrici, in particolare quelli collegati alle apparecchiature odontoiatriche.
Tra i microrganismi che possono colonizzare gli impianti idrici vi è la Legionella, un batterio naturalmente presente negli ambienti acquatici che, in determinate condizioni, può proliferare all'interno delle reti idriche e dei circuiti delle apparecchiature.
Negli studi odontoiatrici il tema assume particolare rilevanza perché turbine, manipoli, ablatori e siringhe aria-acqua possono generare aerosol. Per questo motivo, la gestione del rischio microbiologico dell'acqua deve essere inserita all'interno di un sistema strutturato di prevenzione.
Per supportare le strutture sanitarie nella gestione di questo rischio, il Ministero della Salute ha pubblicato le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni, che costituiscono ancora oggi il principale riferimento tecnico per la valutazione e la gestione del rischio.

Cos'è la Legionella

La Legionella è un batterio presente naturalmente negli ambienti acquatici. La sua proliferazione negli impianti idrici artificiali può essere favorita dalla presenza di condizioni quali:
  • temperature favorevoli alla crescita del microrganismo;
  • ristagno o ridotto ricambio dell'acqua;
  • presenza di biofilm all'interno delle tubazioni;
  • depositi, sedimenti e incrostazioni;
  • caratteristiche e condizioni dell'impianto idrico.
L'infezione può verificarsi principalmente attraverso l'inalazione di aerosol contenente Legionella. Nel contesto odontoiatrico, la produzione di aerosol durante l'utilizzo delle apparecchiature rende quindi importante adottare procedure adeguate alla gestione delle linee idriche e il controllo della qualità dell'acqua.

Il riferimento per la gestione del rischio

La prevenzione della legionellosi si basa su un principio fondamentale: il rischio deve essere valutato in relazione alle caratteristiche specifiche della struttura e dell'impianto.
Non esiste infatti un'unica procedura applicabile indistintamente a tutti gli studi odontoiatrici.
La valutazione deve tenere conto, tra gli altri aspetti, di:
  • caratteristiche dell'impianto idrico;
  • modalità di distribuzione dell'acqua;
  • presenza di serbatoi, accumuli o sistemi di trattamento;
  • caratteristiche e configurazione delle linee idriche;
  • eventuali punti soggetti a ristagno;
  • frequenza di utilizzo delle apparecchiature;
  • periodi di inutilizzo dello studio;
  • modalità di gestione e manutenzione delle linee idriche;
  • tipologia di pazienti e presenza di soggetti particolarmente vulnerabili.
La valutazione del rischio rappresenta quindi il punto di partenza per individuare le misure di prevenzione più appropriate.

Il rischio nelle linee idriche dei riuniti odontoiatrici

Le linee idriche dei riuniti odontoiatrici presentano caratteristiche che meritano particolare attenzione.
Il diametro ridotto delle tubazioni, la presenza di numerosi componenti, i bassi flussi in alcune condizioni di utilizzo e i periodi di inattività possono favorire la formazione di biofilm e la proliferazione microbica.
Per questo motivo è importante adottare un programma strutturato di gestione delle linee idriche, definito in funzione delle caratteristiche dell'apparecchiatura e delle procedure previste dal fabbricante.
Tra le attività che possono rientrare nel programma di prevenzione vi sono:
  • corretto flussaggio delle linee;
  • gestione delle apparecchiature dopo periodi di inutilizzo;
  • procedure di pulizia e disinfezione dei circuiti;
  • controllo e manutenzione dei componenti;
  • gestione dei sistemi di trattamento dell'acqua;
  • monitoraggio microbiologico, quando previsto dalla valutazione del rischio.

1. Gestione delle linee idriche

Una corretta gestione delle linee idriche contribuisce a limitare le condizioni che possono favorire la proliferazione microbica. Le procedure devono essere definite in funzione della configurazione dell'impianto e delle indicazioni del fabbricante del riunito.
Particolare attenzione deve essere prestata ai periodi di inattività, durante i quali l'acqua può rimanere all'interno dei circuiti per tempi prolungati.
Le procedure di flussaggio e di gestione delle linee devono quindi essere standardizzate, applicate con continuità e documentate.

2. Pulizia e disinfezione

La semplice presenza di acqua potabile all'ingresso del riunito non garantisce, da sola, il mantenimento di adeguate condizioni microbiologiche all'interno delle linee dell'apparecchiatura.
È pertanto importante prevedere procedure periodiche di pulizia e disinfezione, utilizzando sistemi e prodotti idonei, seguendo le indicazioni del relativo fabbricante.
La frequenza e le modalità di trattamento devono essere definite sulla base delle caratteristiche dell'apparecchiatura, delle condizioni dell'impianto e della valutazione del rischio.
Una gestione efficace richiede continuità: la sanificazione non dovrebbe essere considerata un intervento occasionale da effettuare esclusivamente in presenza di un problema.

3. Controllo microbiologico dell'acqua

Il monitoraggio microbiologico rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali è possibile verificare le condizioni dell'impianto e l'efficacia delle misure di prevenzione adottate.
Il piano di campionamento e la frequenza delle analisi devono essere definiti sulla base della valutazione del rischio.
In presenza di risultati non conformi o di condizioni che evidenzino un potenziale rischio, sarà necessario valutare le opportune azioni correttive e successivamente verificare l'efficacia degli interventi effettuati.

4. Manutenzione programmata

Le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi del Ministero della Salute richiamano, per gli studi dotati di riuniti odontoiatrici, l'importanza di un piano di manutenzione che comprenda adeguate attività di pulizia e disinfezione delle linee idriche.
Anche le apparecchiature devono essere sottoposte a manutenzione preventiva e verifiche funzionali periodiche, secondo quanto previsto dal fabbricante del dispositivo medico.
Il Regolamento (UE) 2017/745 (MDR) prevede infatti che il fabbricante indichi nelle istruzioni per l'uso la natura e la frequenza della manutenzione necessaria a garantire il corretto e sicuro funzionamento del dispositivo.
Nei manuali di numerosi riuniti odontoiatrici è prevista una verifica funzionale con cadenza annuale. Quando indicata dal fabbricante, tale periodicità deve essere rispettata.
Un corretto piano di manutenzione dovrebbe quindi comprendere:
  • verifiche funzionali periodiche;
  • manutenzione preventiva secondo le indicazioni del fabbricante;
  • pulizia e disinfezione delle linee idriche;
  • controllo dei sistemi di trattamento dell'acqua;
  • sostituzione dei componenti soggetti a usura;
  • registrazione degli interventi effettuati.
La manutenzione programmata consente di mantenere nel tempo sicurezza, funzionalità e prestazioni del dispositivo medico, prevenendo guasti e criticità.

5. Formazione del personale

La prevenzione non dipende esclusivamente dalle caratteristiche tecniche dell'impianto.
È fondamentale che il personale dello studio conosca le procedure da seguire nella gestione quotidiana delle apparecchiature.
Medici, igienisti, assistenti e personale tecnico devono essere adeguatamente informati sulle:
  • modalità di gestione delle linee idriche;
  • procedure di flussaggio;
  • procedure di pulizia e disinfezione;
  • modalità di gestione dei periodi di inutilizzo;
  • attività di manutenzione previste;
  • modalità di registrazione delle operazioni effettuate.
Procedure corrette e personale adeguatamente formato consentono di rendere la prevenzione parte integrante dell'organizzazione dello studio.

Il ruolo del titolare dello studio

La gestione del rischio deve essere inserita all'interno dell'organizzazione complessiva dello studio odontoiatrico.
Il titolare o il responsabile della struttura dovrebbe quindi assicurarsi che siano definite e applicate procedure coerenti con le caratteristiche dell'impianto e delle apparecchiature presenti.
Il sistema di gestione può comprendere:
  • valutazione del rischio;
  • definizione delle procedure operative;
  • individuazione delle responsabilità;
  • pianificazione delle attività di manutenzione e controllo;
  • eventuale monitoraggio microbiologico;
  • gestione delle anomalie e delle azioni correttive;
  • verifica periodica dell'efficacia delle misure adottate;
  • conservazione della documentazione.

Perché è importante documentare le attività

Una corretta gestione del rischio non riguarda soltanto ciò che viene fatto, ma anche la possibilità di dimostrare e ricostruire nel tempo le attività effettuate.
Registrare manutenzioni, sanificazioni, controlli, campionamenti e relative risultanze permette di:
  • mantenere una tracciabilità delle attività;
  • verificare il rispetto delle procedure interne;
  • programmare gli interventi successivi;
  • individuare eventuali criticità ricorrenti;
  • disporre di una documentazione tecnica organizzata;
  • facilitare eventuali verifiche o controlli.
La documentazione diventa quindi parte integrante del sistema di prevenzione.

La prevenzione è un processo continuo

Il rischio Legionella non dovrebbe essere affrontato esclusivamente attraverso interventi straordinari effettuati in presenza di una contaminazione.
La gestione efficace richiede un approccio continuativo, basato sulla valutazione del rischio, sulla corretta gestione delle linee idriche, sulla manutenzione, sul monitoraggio quando necessario e sulla formazione del personale.
Ogni studio odontoiatrico presenta caratteristiche differenti. Per questo motivo le procedure devono essere definite in funzione dell'impianto, delle apparecchiature installate e delle specifiche condizioni operative della struttura.
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