Osteocondensazione con frese Versah e rigenerazione vestibolare nel mascellare posteriore: caso clinico con followup a 24 mesi

19 novembre 2025
Osteocondensazione con frese Versah

Introduzione

La riabilitazione implantare nei settori posteriori del mascellare superiore è spesso ostacolata da una qualità ossea ridotta e da creste sottili, caratteristiche tipiche dell’osso di tipo D3–D4. In queste situazioni, la stabilità primaria dell’impianto costituisce un fattore determinante per il successo a lungo termine.
La tecnica di osteocondensazione con frese Versah® (Densah Burs, Versah, USA) rappresenta una soluzione innovativa rispetto alla preparazione tradizionale del sito implantare. Attraverso un movimento rotatorio inverso controllato, essa permette di densificare e compattare l’osso spugnoso, migliorandone le proprietà meccaniche e biologiche, senza asportazione di tessuto.
Il presente caso clinico documenta l’applicazione di questa metodica, associata a una rigenerazione vestibolare, in una paziente con edentulia intercalata in sede 24–25, con un follow-up di 24 mesi.

Materiali e Metodi

Anamnesi e diagnosi pre-operatoria

Paziente di sesso femminile, 43 anni, in buone condizioni generali e non fumatrice, si presentava con edentulia intercalata in sede 24–25 a seguito di pregresse avulsioni per motivi parodontali.
L’esame clinico mostrava una cresta ossea sottile ma regolare, con mucosa cheratinizzata adeguata.
L’indagine CBCT ha evidenziato una larghezza di 3,9 mm e altezza di 10 mm in sede 24, e una larghezza di 5,8 mm e altezza di 7,1 mm in sede 25, con osso di tipo D3 secondo Misch, caratterizzato da una struttura trabecolare spugnosa e corticali sottili.
L’obiettivo terapeutico era l’inserimento di due impianti in posizione protesicamente guidata, utilizzando una tecnica di osteocondensazione per migliorare la densità e la stabilità primaria, e una rigenerazione vestibolare per ottimizzare il volume osseo e il profilo dei tessuti molli.
 

Procedura chirurgica

Previa anestesia plessica con articaina 1:100.000, è stato eseguito un lembo mucoperiosteo a spessore totale con incisione crestale da 23 a 26 e scarichi verticali.
La preparazione implantare è stata condotta mediante tecnica di osteocondensazione con frese Versah®, utilizzate in modalità di densificazione ossea controllata. Tale approccio ha consentito un’espansione graduale della cresta, con compattazione del trabecolato spugnoso e incremento della densità peri-implantare, evitando la frattura della corticale vestibolare.
Al termine della preparazione, sono stati posizionati:
  • Impianto Ø3,7 × 10 mm in sede 24
  • Impianto Ø4,1 × 8 mm in sede 25
Entrambi hanno raggiunto un torque di inserimento superiore a 40 Ncm, indicativo di ottima stabilità primaria nonostante la scarsa densità ossea iniziale.

Successivamente è stata eseguita una rigenerazione vestibolare mediante un mix 1:1 di osso autologo particolato (prelevato dalla corticale vestibolare) e osso eterologo suino collagenato, modellato sulla parete vestibolare per regolarizzare il profilo osseo.
Il complesso rigenerativo è stato coperto con membrana riassorbibile in collagene fissata mediante pin in titanio, garantendo la stabilità del coagulo e la protezione del sito rigenerato.
Il lembo è stato suturato in prima intenzione con monofilamento non riassorbibile, ottenendo una chiusura ermetica e senza tensione.
 

Decorso post-operatorio e guarigione

Il decorso post-operatorio è stato privo di complicanze.
La paziente ha seguito terapia antibiotica, antalgica per 6 gg e sciacqui con clorexidina 0,12% per 10 giorni.
A 7 giorni la sutura è stata rimossa, con ottima guarigione dei tessuti molli.
Il periodo di guarigione è durato 6 mesi, durante i quali si è osservata una progressiva maturazione dei tessuti e la stabilizzazione volumetrica del profilo vestibolare.
Al reingresso chirurgico, l’osso rigenerato appariva maturo, ben vascolarizzato e compatto, con perfetta integrazione del materiale rigenerativo.
La fase protesica ha previsto due corone singole avvitate in zirconia monolitica su connessioni personalizzate in titanio, con profilo di emergenza anatomico e ottima integrazione estetica.
 

Risultati clinici e radiografici

Il follow-up radiografico e clinico ha mostrato:
  • A 6 mesi: mantenimento del volume osseo rigenerato, stabilità implantare e gengiva cheratinizzata sana;
  • A 24 mesi: assenza di riassorbimenti marginali significativi (<0,3 mm), integrità della corticale vestibolare e perfetta integrazione mucosa.
Il trabecolato osseo peri-implantare risultava più denso e strutturato rispetto alla situazione iniziale, confermando l’efficacia della condensazione ossea.
Il risultato estetico e funzionale è stato eccellente, con piena soddisfazione della paziente e stabilità dei parametri parodontali.
 

Discussione

L’osteocondensazione rappresenta una tecnica chirurgica affidabile nei casi di creste sottili e osso a bassa densità, poiché consente di ottenere una stabilità primaria elevata e un incremento qualitativo del tessuto osseo.

A differenza delle frese sottrattive convenzionali, le frese Versah® agiscono tramite un meccanismo di compattazione plastica, determinando un aumento della densità ossea peri-implantare e una distribuzione più uniforme delle forze di carico.

Numerosi studi (Huwais & Meyer, 2017; Trisi et al., 2020; Lahens et al., 2021) hanno dimostrato che questa tecnica incrementa significativamente il Bone-to-Implant Contact (BIC) e stimola la formazione di nuovo osso attraverso un effetto osteogenico diretto.

Nel caso descritto, l’associazione con rigenerazione vestibolare mista ha permesso un’eccellente ricostruzione tridimensionale e un supporto stabile ai tessuti molli. La membrana riassorbibile fissata con pin ha garantito la protezione del coagulo e la stabilità del materiale rigenerativo durante la fase di guarigione.

Questa combinazione di tecniche ha reso possibile l’inserimento implantare in un’unica fase chirurgica, evitando procedure più invasive come lo split crest o l’innesto a blocco, riducendo la morbidità e migliorando la predicibilità dei risultati.
 

Conclusioni

La tecnica di osteocondensazione con frese Versah®, associata a rigenerazione vestibolare con osso autologo ed eterologo, si è dimostrata una metodica efficace e sicura nella gestione delle creste sottili a bassa densità ossea.
Nel caso presentato, è stato possibile ottenere un’espansione controllata, una stabilità primaria elevata e un mantenimento del volume osseo e mucoso fino a 24 mesi, con risultati estetici e funzionali eccellenti.
L’osteocondensazione rappresenta dunque un approccio minimamente invasivo, predicibile e biologicamente coerente, particolarmente indicato per il mascellare posteriore e per i casi in cui si desidera preservare il patrimonio osseo residuo.
 

Bibliografia

  1. Huwais S, Meyer EG. A novel osseodensification approach in implant osteotomy preparation to increase biomechanical primary stability. Implant Dent. 2017;26(3):372–381.
  2. Trisi P, Berardini M, Falco A, Vulpiani MP. New osseodensification implant site preparation method to increase bone density in low-density bone: In vivo evaluation in sheep. Clin Oral Implants Res. 2020;31(8):713–723.
  3. Lahens B, Neiva R, Tovar N, et al. Osseodensification effect on implant stability and bone density: histomorphometric and biomechanical analysis. J Periodontol. 2021;92(6):858– 868.
  4. Alifarag AM, et al. Osseodensification improves primary and secondary stability of dental implants: an in vivo study. Int J Oral Maxillofac Implants. 2018;33(5):1143–1150.
  5. Coelho PG, Jimbo R. The effect of implant design and osteotomy technique on primary stability. Clin Oral Implants Res. 2022;33(4):361–374.
  6. Verdugo F, et al. Osseodensification for implant site preparation in low-density bone: A clinical, histologic, and histomorphometric study. Clin Implant Dent Relat Res. 2023;25(1):34–45.

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