ioConnect™: la scansione che trasforma uno svantaggio in precisione

08 aprile 2026
ioConnect™: la scansione che trasforma uno svantaggio in precisione

Il problema che nessuno vuole vivere

Succede più spesso di quanto si ammetta: la struttura full-arch è pronta, il paziente è in poltrona, si avvita e qualcosa non va. La struttura non è passiva. A quel punto le strade sono tutte scomode: richiamare il paziente, tagliare e risaldare la struttura direttamente in bocca, o nel caso peggiore rifare tutto da zero. Tempo perso, energie sprecate, costi che ricadono su clinico e odontotecnico e senza contare il paziente che perde fiducia.

La causa? Spesso non è lo scanner. Non è l'operatore. È la catena di errori invisibili che si accumula durante la scansione dell'arcata completa edentula o parzialmente edentula.

Il tallone d'Achille dello scanner intraorale: il FOV piccolo

Gli scanner intraorali  hanno un Field of View (FOV) limitato: non riescono a catturare l'intera arcata in un unico scatto. Per coprirla, devono acquisire centinaia di frame che il software poi unisce attraverso lo stitching.
Ogni giunzione è un potenziale punto di errore. L'errore si somma al successivo. Il risultato finale  il drift  deforma silenziosamente la geometria dell'arcata scansionata. Il file sembra corretto. La struttura no.

ioConnect: lo svantaggio diventa vantaggio

Invece di cercare di scansionare tutta l’arcata con gli scanbody nel modo tradizionale, ioConnect™ sfrutta il FOV ridotto a proprio favore: si scansiona solo una piccola zona centrale e ben circoscritta di ogni scanbody con l'area esagonale codificata (forniti nel Kit Ioconnect), sono inclinati in moda da diminuire il raggio di scansione, eliminando così la lunga catena di stitching che genera il drift.

Meno area scansionata = meno frame = meno stitching = meno errore




Una tecnologia semplice Efficace, basata su matrici e matematiche codificate
I vantaggi concreti:
  • Compatibile con MUA (Multi-Unit Abutment) delle maggiori casi implantari
  • Sistema aperto: importazione dati in qualsiasi CAD dentale
  • Disponibile in 3 misure (S, M, L) per adattarsi a ogni posizione e anatomia
  • Compatibile con qualsiasi IOS già in uso nello studio o in laboratorio
  • Casi con MUA (Multi-Unit Abutment) e angolazioni implantari significative, dove la complessità geometrica richiede la massima coerenza tra scan e realtà.
  • Riabilitazioni full-arch (All-on-4, All-on-6, All-on-T) dove il numero di impianti e la lunghezza del ponte amplificano qualsiasi errore di scansione.

Il Test di Sheffield: l'esame finale della protesi

Detto anche Test di Passività o Test di Adattamento, è il gold standard clinico per verificare che una struttura protesica implanto-supportata si adatti in modo completamente passivo agli impianti osseointegrati.
Il protocollo prevede due fasi chiave:
  • One Screw Test: si avvita un solo impianto e si verifica che gli altri siano in contatto passivo con la struttura. Se si nota uno spazio o una resistenza, c'è un problema di fit.
  • Verifica clinica e strumentale: l'assenza di gap visibili, la conferma radiografica e la mancanza di mobilità della struttura completano la valutazione.
Un Test di Sheffield positivo, ovvero superato con successo, è la garanzia che la protesi non esercita forze parassite sugli impianti, che il carico è distribuito uniformemente e che il rischio di complicanze a lungo termine è ridotto al minimo.



Ecco perché la precisione della scansione digitale non è un dettaglio tecnico, è il fondamento dell'intero risultato clinico.

Il risultato: con ioConnet il Test di Sheffield superato

Una scansione più accurata produce un file STL più fedele, che genera una struttura geometricamente corretta, che si adatta passivamente agli impianti, superando il Test di Sheffield (o Test di Passività) al primo tentativo.
Nessun gap. Nessuna tensione. Nessun lavoro da rifare. Grazie alla tecnologia IoConnect Truabutament.

Revello - Valori e Competenze per il dentale