Il posizionamento implantare: chiave di volta per una implantoprotesi ottimale

26 maggio 2021
posizionamento implantare
La conservazione dell’osso crestale è un aspetto fondamentale per assicurare la stabilità dell’impianto e il successo dell’innesto nel lungo periodo. 
L’implantologia moderna ha fissato come obiettivo principale il mantenimento del tessuto osseo attorno agli impianti dentali, al fine di garantire a pazienti impianti duraturi nel tempo.
 
La profondità di posizionamento dell’impianto è un fattore fondamentale nel concetto di Zero Bone Loss. Non tutti gli impianti possono essere però posizionati al medesimo livello. A questo proposito esistono differenti tipologie d’impianto il cui design è specifico per le differenti profondità d’inserimento nei tessuti:
  • Impianti dentali con connessioni tradizionali (senza Platform Switching)
  • Impianti dentali Tissue Level
  • Impianti dentali Bone Level con Platform Switching
Nello specifico gli impianti Bone Level con Platform Switching risultano efficaci per diverse opzioni di posizionamento: sia a livello dell’osso crestale, sia con posizionamento sopracrestale o sottocrestale.
 
La particolarità del Platform Switching riguarda l’impiego di un abutment di larghezza ridotta rispetto all’ampiezza della testa dell’impianto. Questo accorgimento consente di allontanare il tessuto molle dalla connessione impianto-protesi e di conseguenza, riduce al minimo il fenomeno dell’infiltrato infiammatorio (infiltrazione batterica).
 
In questo modo viene impedito ai batteri di dare origine ad infezioni che causano il riassorbimento osseo. Il Platform Switching deve però essere impiegato tenendo conto dello spessore dei tessuti molli. 
Generalmente, per ricorrere al Platform Switching Bone Level, il tessuto gengivale cheratinizzato deve avere uno spessore di almeno 3mm. Diversamente è possibile considerare una posizione sottocrestale, dove l’impianto è completamente sommerso nell’osso ad una profondità non superiore ai 3mm. 
 
L’impianto sottocrestale potrebbe però subire delle infiltrazioni batteriche a causa del micro-gap tra impianto e corona. Tuttavia, grazie al Platform Switching con moncone più lungo è possibile evitare questa eventualità. Viti implantari ad hoc e una connessione salda tra impianto dentale e abutment, assicurano stabilità e longevità all’impianto, scongiurando il rischio di riassorbimento osseo e di infiltrazioni batteriche.
 
 

Le soglie di spessore

Fattore importante per il successo del Platform Switching è anche la soglia dello spessore verticale dei tessuti molli. È stato ampiamente dimostrato come esista una correlazione diretta tra spessore dei tessuti molli e tasso di riassorbimento osseo: quanto più spessi saranno i tessuti molli verticali, tanto minore sarà la perdita ossea marginale. 
Originariamente si tendeva ad indicare come soglia media quella dei 2mm 
  • Al di sopra di tale valore i tessuti erano indicati come spessi
  • Al di sotto di tale valore i tessuti verticali erano classificati come sottili
Grazie a questa classificazione si è potuto comprendere quale percentuale di perdita ossea era condizionata dallo spessore dei tessuti molli. Tra le informazioni più rilevanti si è visto che quando lo spessore del tessuto molle è superiore ai 3mm la perdita di cresta ossea è sostanzialmente irrilevante.
 
I seguenti criteri di inclusione sono stati utilizzati e sono diventati in generale uno standard per quanto riguarda una serie di studi sulla stabilità della cresta ossea:
  • Con età superiore ai 18 anni;
  • Che non presentano controindicazioni alla chirurgia implantare;
  • Edetulia nelle arie posteriori di I, II e III Classe di Kennedy;
  • Almeno 2mm di gengiva cheratinizzata dal lato vestibolare e linguale;
  • Nessuna necessità di rigenerazione ossea prima dell’intervento d’implantologia;
  • Sufficiente stabilità primaria dell’impianto (Nem ≥ 20);
  • Corone su impianto singolo; 
Gli impianti Bone Level con Platform Switching possono essere quindi utilizzati per il posizionamento a livello dell’osso o al di sotto di esso, ma valutando sia lo spessore dei tessuti molli verticali sia la stabilità della connessione impianto-abutment.
 
impianto-sottocrestale
 
Foto: impianto sottocrestale
 
Posizionamento sub crestale di due V3
 
Foto: Posizionamento subcrestale di due impianti MIS V3
 
FONTI: Linkevicius, T. (2019). Zero Bone Loss. Milano: Quintessenza Edizioni srl
 
Le foto di questo articolo sono state gentilmente concesse dal Dott. Federico Rivara.
 
 

Revello - Valori e Competenze per il dentale