L’evoluzione del sistema chairside nello studio odontoiatrico

18 giugno 2025
L’evoluzione del sistema chairside nello studio odontoiatrico
Con l’introduzione delle prime tecniche CAD/CAM chairside a metà degli anni ’80, per merito di SIRONA grazie all’apparecchiatura CEREC (CEramic REConstruction), si è verificata una svolta nella storia della odontoiatria.
La prima attrezzatura era nata per la creazione dei soli intarsi in quanto sia le capacità dei computer sia le caratteristiche dei fresatori del tempo non erano adeguate alla progettazione e realizzazione di soluzioni protesiche più complesse.

Per quanto embrionale, questa tecnologia era però un seme destinato a nascere negli anni successivi.
Lo sviluppo di scanner e fresatori, tuttavia, non sarebbe stato sufficiente a garantire la diffusione del sistema chairside.

Infatti, il successo che attualmente queste tecnologie hanno avuto non sarebbe stato possibile senza la contemporanea ricerca dei materiali per CAD/CAM intrapresa dalle maggiori industrie del settore, come VITA, IVOCLAR, DENTSPLY SIRONA e molte altre aziende. L’evoluzione dei materiali, inizialmente ceramiche integrali, poi disilicati di litio e infine zirconio hanno permesso di offrire al paziente l’opportunità di avvalersi anche di soluzioni protesiche totalmente metal-free.
I vantaggi portati nello studio dall’adozione delle tecnologie CAD/CAM chairside sono molteplici: precisione, efficacia e comunicazione.
Precisione ormai alla stessa altezza delle impronte tradizionali; efficacia in quanto vengono ridotti drasticamente gli appuntamenti e i tempi poltrona; comunicazione in quanto l’utilizzo di tali tecnologie veicola un’immagine di professionalità e modernità dello studio.

Abbiamo chiesto al Dott. Giuseppe Massaiu di raccontarci la storia del suo ingresso nel mondo del CAD/CAM chairside e di come questo abbia influenzato il percorso del suo studio di Sassari.


 

Essendo lei stato uno degli “early adopter”, quali dubbi ha avuto prima di affrontare questo passo?

Il primo problema che mi si è presentato è stato quello del prezzo a prima vista molto elevato: avrei dovuto fare un grande investimento per inserire il flusso digitale nel mio studio e il fatturato nel 2015 non era quello di adesso. Ho stretto la cinghia perché avevo deciso che avere la CBCT Newtom Giano fosse necessario, dato che non avevo più voglia di inviare i pazienti dal radiologo e poi dover aspettare tanto tempo per aprire il cd per visualizzare le immagini a seconda del programma che il radiologo possedeva. Inoltre, molti pazienti si “perdevano” in questo lungo iter e non tornavano e quindi era sempre più difficile far accettare il piano di cura in prima visita, che era il mio obbiettivo di allora. Quando decisi ad avere a disposizione in studio la Cone-Beam 3D ho potuto operare un grande salto di qualità ed efficacia.

Oggi, già durante la prima visita posso programmare piani di trattamento completi che verranno accettati dal paziente. Il tempo di effettuare un esame Cone-Beam e di studiarlo è realmente quello che serve per bere un caffè. Quindi, ho guadagnato tanto tempo e aumentato la produttività dello studio. Possiamo dire quindi che il costo della Cone-Beam è stato ripagato in breve tempo.

 

Con quale sistema ha iniziato e in che anno?

Ho iniziato nel 2015 con la CBCT Newtom Giano per la quale abbiamo fatto una formazione presso la sede Revello con un bravissimo tutor che ci ha portato nel nuovo mondo della diagnosi digitale nello studio. Ma non solo: contemporaneamente abbiamo acquistato un fresatore a quattro assi e uno scanner digitale che ci hanno permesso di lavorare con un flusso digitale costante fra l’area clinica e il laboratorio interno.
Grazie a tutte queste attrezzature, lavori come gli intarsi, l’overlay, i rialzi occlusali nelle 3-step o in ortopedia intercettiva, le faccette vestibolari e palatine, le corone (sia su denti naturali che su impianti) e i ponti di tre elementi sono stati eseguiti ad una velocità maggiore e l’aumento della produttività dello studio è stata una vera sorpresa.
Anche i pazienti erano soddisfatti di completare in giornata riabilitazioni totali che prima richiedevano tempi lunghi e svariate sedute; d’altro canto, anche i clinici, finalmente slegati da alginato o silicone, ottenevano in tempi ridottissimi lavorazioni precise e di alta qualità.


 

Come è stata la curva di apprendimento e l’adozione delle apparecchiature nelle routine del suo studio?

Come per ogni cambiamento di mentalità che si verifica a seguito dell’introduzione di nuovi strumenti, macchinari e tecniche. Se per alcuni mesi abbiamo lavorato per ogni trattamento su entrambi i fronti, quello analogico e quello digitale, pian piano ci siamo resi conto sempre più dell’efficacia, precisione e semplicità del flusso digitale. Infatti, dopo 6-9 mesi eravamo passati completamente a lavorare solo in quest’ultimo modo.

 

Quali applicazioni cliniche hanno beneficiato per prime del sistema Chairside?

Grazie alle tecniche CAD/CAM chairside, l’area clinica del mio studio è stata agevolata in ogni lato.
È frequente che il paziente venga al mattino per prendere le impronte digitali per un intarsio, un overlay, dei rialzi o una corona che vengono consegnati in serata.
Anche nel caso di rifacimenti per fratture, chipping, alterazione cromatica o altro, avendo il laboratorio in memoria la lavorazione, è in grado di preparare, rifinire o riparare nel giro di poche ore il manufatto protesico necessario, con notevole vantaggio di risparmio di tempo per il paziente e ritorno di nomea per il nostro studio.


Manufatto protesico realizzato con tecnologia CAD/CAM Manufatto protesico realizzato con tecnologia CAD/CAM


 

Come viene utilizzata la tecnologia Cone-Beam 3D all’interno delle attività cliniche?

Primariamente per le indagini preimplantari sia per i mono impianti che per le riabilitazioni parziali, ma anche per i full arch sia per gli interventi a mano libera che in guidata. Poi per lo studio dell’ATM in gnatologia, per la valutazione dei volumi ossei prima dell’uso del MSE per l’espansione non chirurgica del terzo medio del viso in ortodonzia dell’adulto. È indispensabile in endodonzia per la valutazione della chiusura apicale nei casi difficili e per la programmazione pre-chirurgica in caso di apicectomie, per la valutazione dei denti inclusi prima della loro disinclusione, le cisti e tanto altro.




 

L’adozione del digitale ha influenzato le scelte che ha fatto successivamente?

Certamente. Sono entrato nel mondo digitale a tutto tondo: in area clinica, iniziando dagli scanner intraorali, usati sia per l’ortodonzia che per la ricostruttiva e la protesi, sia su monconi naturali che implantari.
Per la progettazione delle lavorazioni in area laboratorio invece ho continuato con la stampante 3D sia per la costruzione di modelli di studio o protesici, sia di dime per l’ortodonzia e primariamente per l’implantologia.
A questo si è accodato naturalmente l’acquisto e l’uso dei fresatori, inizialmente a quattro assi, ora anche a sei assi. Questo per poter completare i cicli e concludere le lavorazioni rapidamente e completamente all’interno dello studio.

 Classico esempio di riabilitazione su full arch secondo la tecnica di Malò


 

Secondo lei, il passaggio al digitale è inevitabile?

A mio giudizio sì, non necessariamente adottando da subito la filiera completa. Il passaggio può essere fatto a piccoli passi, grazie al fatto che i dati viaggiano su protocolli standardizzati e che i laboratori sono in gran parte digitalizzati. Comunque, il punto di ingresso d’elezione è lo scanner intraorale.



Dott. Giuseppe Massaiu
Il Dottor Giuseppe Massaiu è specializzato in odontoiatria, protesi dentaria ed esperto in implantologia a carico immediato e nella riabilitazione dei casi complessi. Titolare dello Studio Massaiu, fondato nel 1992. È autore di libri, motivazionali e professionali, sia in ambito odontoiatrico, che manageriale.



Odt. Luca Onnis

Diploma e abilitazione come Odontotecnico nel 2016, esercitando la professione dal 2018. Si occupa principalmente di protesi fissa e cura la propria formazione con diversi corsi professionalizzanti, nutrendo un particolare interesse verso il workflow digitale.





 

Revello - Valori e Competenze per il dentale