I software CAD per la progettazione protesica

21 giugno 2023
software CAD
Uno degli effetti positivi della pandemia appena superata è stata l’improvvisa e, se vogliamo, forzata accelerazione della digitalizzazione anche all’interno delle strutture odontoiatriche.
Le telecamere per scansione intraorale, come tecnica d’impronta affidabile della posizione implantare e di monconi dentali, sono tra i dispositivi la cui percentuale di vendita è notevolmente cresciuta negli ultimi due anni. La velocità e la facilità con cui vengono acquisite oggi le scansioni, la qualità delle impronte ottenute e la rapidità con cui i file raggiungono il laboratorio odontotecnico, ormai rivoluzionato dall’introduzione di svariati dispositivi digitali, rappresentano i principali motivi per i quali molti odontoiatri hanno optato per un flusso di lavoro digitale.
A queste motivazioni, squisitamente tecniche, si dovrebbe anche aggiungere quella fiscale, legata alla deducibilità e detraibilità, sostenute dal piano economico statale industria 4.0.
 

I software di progettazione

L’evoluzione in tal senso è stata tale da giustificare un incremento di interesse anche verso i software di progettazione chirurgica e protesica.
In tale direzione Exoplan ed Exocad rappresentano rispettivamente due sistematiche estremamente diffuse nell’area odontotecnica che si stanno prepotentemente affacciando anche sul fronte clinico. La maggior parte delle strutture odontoiatriche di medie o grandi dimensioni rivolge una parte del proprio interesse verso questa tipologia di software, creando le condizioni per agevolare flussi di lavoro chair-side, con produzione “in house” di dispositivi chirurgici e/o protesici.
La velocità di produzione dei manufatti, sostenuta da altrettante innovazioni nel settore della stampa 3D e dei fresatori, è una delle spiegazioni di questo processo, destinato ad espandersi molto rapidamente.
Dal punto di vista clinico, con il software Exocad siamo in grado di eseguire qualunque manufatto protesico partendo da file digitali, derivanti dalla scansione intraorale o dalla scansione di modelli in gesso.
 
Spesso durante i corsi di formazione (o dopo aver ascoltato qualche mia presentazione) mi viene chiesto perché un dentista dovrebbe dedicare tempo e risorse economiche a procedure che, fino a poco tempo fa, erano appannaggio esclusivo del nostro partner odontotecnico.
La questione è molto semplice: la mia prima visita unisce, sistematicamente, la valutazione anamnestico-clinica con l’esecuzione di una scansione intraorale, che ha rimpiazzato quello che un tempo facevamo con la telecamera intraorale.
Tutto ciò avviene inoltre con un’ottimizzazione dei tempi operativi. Quindi si uniscono due funzioni in un unico atto: la valutazione del paziente e la raccolta preliminare dei dati. Partendo dai file ottenuti con la scansione è facile e veloce la previsualizzazione digitale di una riabilitazione protesica (figura 1, 2) o la pianificazione chirurgica di una riabilitazione implantare.































Queste procedure, una volta superata la curva di apprendimento, possono essere svolte in tempi molto brevi, a volte anche con il paziente ancora in poltrona, generando un duplice beneficio, sia in termini di valutazione clinica sia di comunicazione chiara con il paziente.
Quest’ultimo aspetto non viene mai tenuto debitamente in considerazione, benché sia di facile misurazione, osservando la percentuale di accettazione dei piani di cura delle visite eseguite con tale modalità operativa.

Ritornando ai vantaggi tecnici dell’utilizzo di un software CAD in studio, il secondo aspetto che sento di considerare, dopo quelli derivanti dalla progettazione implantare con Exoplan e la successiva stampa 3D delle guide chirurgiche, è la possibilità di generare file STL (i file che poi vengono stampati o fresati) di manufatti protesici provvisori, nei quali il valore biologico del design del manufatto può essere meglio definito e riconosciuto dall’utilizzatore clinico.
È anche dal rispetto di volumi biologicamente ideali (figura 3, 4, 5), che si raggiunge il successo nel tempo di una riabilitazione implanto-protesica.














































Come precedentemente descritto per la progettazione implantare guidata (articolo “Exoplan”: via libera alla chirurgia guidata in house sull’edizione numero 1 di Orizzonti Dental Mag), esistono 3 diverse identità cliniche:
  1. il clinico esegue la scansione e la raccolta dati completa e delega al tecnico progettazione e produzione;
  2. il clinico esegue una parte o tutta la progettazione e delega al tecnico la sola produzione;
  3. il clinico da solo o tramite collaboratori, esegue progettazione e produzione direttamente in house, by-passando interamente l’esternalizzazione di tutto il processo.
La successiva produzione dei manufatti potrà essere delegata al laboratorio o prodotta in house con stampanti 3D e fresatori, in funzione dell’organizzazione e dell’orientamento strategico della struttura.
Tutti i flussi di lavoro, siano essi digitali, analogici o misti, hanno alla base un comune percorso di apprendimento che richiede una rigida e completa formazione teorico-pratica, senza la quale è molto complesso e rischioso intraprenderli.
Il mio suggerimento in tal senso è quello di accettare l’idea di doversi affidare ad un tutor che guiderà il neofita o il meno esperto nel suo processo di digitalizzazione.
Altro elemento strategico da considerare sarà anche la scelta di un dealer che sia organizzato a fornire assistenza sui dispositivi protagonisti del workflow sopra descritto.
Sarà la vostra passione e la forza con cui vorrete centrare l’obiettivo il carburante che determinerà il tempo con cui raggiungerlo.

Autore:
Il Dr. Alessio Franchina ha conseguito la laurea in odontoiatria e protesi dentaria nel 1996 presso l’Università degli Studi di Messina, con la votazione di 110/110 e lode. Ha conseguito il perfezionamento in Chirurgia Orale Ambulatoriale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 1997, il Master in sedazione ed emergenze in odontoiatria, presso l’Università degli studi di Padova nel 2013 e il Certificate “Good research practice and essentials of research methodology” presso l’Osteology Foundation di Lucerna nel 2016. Socio fondatore DI&RA (Digital Implant & Restorative Academy) e Past President per il biennio 2018-2019. Speaker e chairman a congressi nazionali e internazionali.
Docente in implantologia presso diversi Master universitari italiani. Autore di articoli scientifici pubblicati su riviste peer-reviewed indicizzate.





















 

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