Vantaggi ed efficacia della terapia della polpa vitale

05 ottobre 2022
Vantaggi ed efficacia della terapia della polpa vitale
È possibile riuscire a mantenere vitale la polpa del dente una volta che questo, a causa di una lesione cariosa profonda, abbia subito una infiammazione dei tessuti interni? In altre parole, è possibile che esistano casi di pulpite reversibile curabile e portare così la conservativa ad un livello successivo di salvaguardia del patrimonio biologico del paziente?
La Vital Pulp Therapy sembra essere riuscita, in parte, a rispondere positivamente a questa domanda. Una serie di casi scientifici documentati dimostrano la reversibilità dell’infiammazione pulpare con cure minimamente invasive e, soprattutto, dimostrano come è possibile formulare diagnosi molto accurate, basate sull’analisi ponderata di numerosi fattori.

 

VTP, conservativa a 360°: salvaguardare tessuti interni e corona dentale è davvero possibile?

Grazie alla VPT emerge la concreta possibilità non solo di conservare il dente naturale al suo posto originario, bensì di salvaguardarne il patrimonio biologico in toto, o quasi, senza dover ricorrere alla cura canalare.
Infatti la devitalizzazione del dente, non solo implica una rimozione totale dei tessuti interni, ma spesso il processo di cura comporta una maggiore fragilità effettiva della corona dentale, e la probabile discromia del dente devitalizzato proprio a seguito del processo; il che rende poi necessario l’incapsulamento per fini estetici e funzionali.
Scopo della VPT è quindi quello di escludere in alcuni casi tanto la devitalizzazione dentale quanto l’estrazione del dente e, la conseguente procedura implanto-protesica.
La Vital Pulp Therapy parte anzitutto da una diagnosi particolarmente accurata della condizione clinica iniziale del paziente. Momento forse più complesso per il successo dell’intero trattamento poiché:
  • i test di valutazione dell’infiammazione pulpare non sono ancora al 100% affidabili
  • è necessario interpretare complessi segnali e informazioni cliniche
  • bisogna tener presenti anche i fattori soggettivi che riguardano il singolo paziente
Secondo il Dott. Jenner Argueta D.D.S. – M.Sc., solo in seguito a questo genere di valutazioni sarà possibile identificare la pulpite come malattia reversibile, o meno, e poter decidere di procedere con la Vital Pulp Therapy.

 

Vital Pulp Therapy: incappucciamento diretto della polpa

Nel caso clinico presentato dal dott. Argueta, si mostra come la procedura indicata potrebbe divenire un protocollo di conservativa minimamente invasiva applicabile in via preferenziale alla tradizionale devitalizzazione dentale.
La tecnica impiegata è quella di incappucciamento diretto della polpa nei casi in cui vi sia una esposizione e la conseguente diagnosi di reversibilità dell’infiammazione dei tessuti.

 

Il caso clinico

Il caso è relativo a quello di un paziente che descriveva un dolore al primo molare destro non di lungo termine, sicuramente non cronico. Tramite esame radiografico, valutazione clinica e incrocio con la storia clinica del paziente, è stato possibile identificare tutti gli elementi per classificare la pulpite – dovuta ad una lesione cariosa estesa – reversibile.

 

Isolamento del dente da trattare

Il primo passo è stato isolare il dente tramite:
  • diga in gomma,
  • uncino in acciaio inossidabile
  • diga liquida fotoindurente tutta intorno l’uncino per evitare la contaminazione batterica

 

Rimozione della carie

La carie è stata rimossa dalla corona seguendone la circonferenza e spostandosi anche verso la zona cervicale del dente. In questo modo è stata ridotta al minimo la possibilità per i batteri di venire in contatto con il tessuto pulpare.
In seguito è stata eseguita una accurata esplorazione del pavimento di preparazione della cavità per avere un quadro preciso dell’esposizione della polpa ed evitare che alcune zone del tessuto potessero rimanere involontariamente esposte alla carie.
È possibile, in questi casi, che il tessuto pulpare presenti delle emorragie che vanno bloccate con una pressione di circa 40-60 secondi con un cotton fioc inumidito con soluzione fisiologica sterile, seguita dalla disinfezione della cavità con ipoclorito di sodio allo 0,5%.

 

Copertura della polpa e restauro provvisorio

Lo step successivo è ricoprire la polpa con Biodentine: materiale biocompatibile e di ultima generazione che favorisce la dentinogenesi, aderisce ottimamente alla struttura del dente, è facilmente manipolabile, ha un’ottima resistenza alla compressione, dispone di proprietà antibatteriche e di sigillatura, risultando ideale anche perché non si scioglie facilmente, pur stando costantemente a contatto con i fluidi orali.
Il Biodentine, viene quindi posizionato a strati incrementali e una volta applicato, si indurisce in 12 minuti, consentendo, grazie alle sue caratteristiche specifiche, di poter eseguire il restauro provvisorio nella stessa seduta e consentendo di pianificare per la seduta successiva il restauro definitivo.
Il restauro definitivo è stato realizzato con la tecnica dell’intarsio, adattandosi perfettamente alla struttura dentinale: escludendo futuri rischi di infiltrazioni e assicurando al paziente un recupero completo del dente con una soluzione mini-invasiva di lungo termine.

 

Sedute di controllo post VPT

A distanza di sette giorni, è stata verificata la totale assenza di sintomi e sono stati eseguiti test di sensibilità per escludere qualsiasi problematica successiva al restauro. Tutti i test si hanno fornito una risposta tissutale ottimale.
A distanza di due anni, è stato effettuato un esame radiografico in cui era evidenziata una significativa retrazione del corno pulpare mesiale. In questo arco di tempo è stato possibile osservare come il biodentine non inducesse alcun tipo di pigmentazione dei tessuti dentali, rendendolo incredibilmente efficace nell’incappucciamento della polpa, soprattutto nelle zone anteriori del dente.

 

Quando è possibile eseguirla?

Secondo le evidenze scientifiche e i casi studio documentati, è necessario che per poter eseguire una Vital Pulp Therapy di successo è necessario che venga eseguita una diagnosi efficace e approfondita che identifichi le condizioni cliniche che qualificano una pulpite reversibile. Tra queste la presenza di un dolore spontaneo riscontrato da poco tempo e non particolarmente acuto.
Tuttavia la VPT è stata sperimentata con successo anche in casi pulpite che presentava dolori di lunga durata, spontanei e notturni: sintomi che identificano uno stato di irreversibilità dell’infiammazione, ma che non hanno di fatto inciso sul successo dei casi trattati con il protocollo della VTP.

 

Altri fattori da considerare per il successo della Vital Pulp Therapy

Il successo a lungo termine nelle procedure VPT è direttamente collegato anche ad altri fattori che si collegano direttamente alle fasi operative di salvaguardia del dente naturale.
Fondamentali risultano, sia la qualità del restauro definitivo del dente che deve offrire un'ottimale sigillatura dei margini che l'assenza di una qualsiasi contaminazione batterica durante l’esecuzione del protocollo: per evitare eventuali recidive.
L’uso di cementi bioattivi infine, ha fornito risultati eccellenti anche in follow-up fino a 10 anni: con tasso di successi oltre l’85%.
 

Conclusioni

La procedura e i casi documentati dal Dr. Jenner Argueta, insieme all’uso di materiali di nuova generazione per il restauro, offrono risultati molto promettenti nell’ambito della disciplina conservativa.
Non è da escludere che, con il progredire degli strumenti di analisi dell’infiammazione pulpare, una lettura sempre più attenta e uno storico di casi sempre più vasto, divenga possibile che la VPT possa in futuro essere la tecnica conservativa principale: permettendo ai pazienti di mantenere quanto più tessuto biologico possibile, ampliando quindi le possibilità di cura e totale remissione dell’infiammazione pulpare.
 
 
FONTE: Articolo Septodont


 

Revello - Valori e Competenze per il dentale