A cosa serve e quando si usa la turbina odontoiatrica

12 ottobre 2022
turbina odontoiatrica

La turbina odontoiatrica rientra tra gli strumenti rotanti impiegati per lavorare sui tessuti duri del dente come lo smalto o su tutti i materiali con cui vengono realizzate le protesi. È uno strumento fondamentale nella routine operativa di ogni odontoiatra e per questo è importante sottolineare alcuni aspetti che possano facilitarne la scelta all’interno di un’offerta vasta e variegata.

La turbina dentale funziona ad aria compressa, viene rifornita direttamente dal riunito attraverso un tubo che collega il manipolo ad un serbatoio apposito. Per mantenerne efficaci le prestazioni, l’aria va mantenuta ad una pressione specifica, che non deve mai essere inferiore ai 5 bar, fino ad un massimo di 8.

Al di sotto di questa soglia, entra in funzione il compressore che provvede a ripristinare una pressione ottimale all’interno del serbatoio del riunito, consentendo alla turbina dentale di lavorare sempre al meglio delle sue prestazioni.

L’aria compressa giunge così all’apparecchio, colpendo le pale e facendo girare il rotore: elemento che svolge tutto il lavoro. 

L’aria che parte dal serbatoio arriva alla testa della turbina con una pressione ridotta rispetto a quella di stoccaggio: in genere tra i 2-3 bar e può essere regolata dal dentista a seconda della necessità.  Tramite un pratico pedale la pressione dell’aria può essere incrementata o ridotta in modo graduale e preciso.  

 

La testa della turbina

È importante che la testa della turbina sia molto piccola affinché sia maneggevole per potersi spostare all’interno della bocca del paziente e, allo stesso tempo, interferendo il meno possibile con la visuale del campo operatorio dell’odontoiatra.

 

Velocità. La prestazione cardine della turbina dentale.

La turbina odontoiatrica è un apparecchio la cui prestazione più importante è la velocità di rotazione delle micropale: 400.000/500.000 giri al minuto rientrano in uno standard operativo ottimale. Soprattutto se si tiene conto del fatto che le rotazioni si dimezzano nel caso la turbina incontri resistenza.

Le prestazioni relative alla torsione, ovvero la capacità di continuare a girare nonostante lo strumento incontri resistenza, rappresentano la velocità di lavoro effettivo della turbina. A questo proposito, proprio la potenza è un fattore da non sottovalutare. Più è elevata, maggiore sarà l’efficacia dello strumento.

 

Sistema di raffreddamento a 4 fori. La soluzione al surriscaldamento.

Il sistema di raffreddamento è un altro elemento da tenere in considerazione: questo avviene attraverso un sistema di irrigazione simultanea di aria e acqua che consente di evitare danni al dente e alla polpa per via di un eccessivo surriscaldamento provocato dall’azione della turbina sui tessuti. Il sistema di raffreddamento evita inoltre che si verifichino eventuali danni alla testa dello strumento, dovuti alle altissime velocità di lavoro e, soprattutto, al calore frizionale che si crea per via delle forze trainanti del rotore.

Altro vantaggio del sistema di irrigazione simultaneo è quello di poter rimuovere eventuali residui dall’area trattata, con la nebulizzazione di aria e acqua, migliorando istantaneamente la visibilità del campo operatorio.

Nel momento in cui si valuta l’acquisto di una turbina odontoiatrica è importante scegliere un apparecchio che presenti 4 fori d’irrigazione: 3 risulterebbero insufficienti per un raffreddamento performante, mentre un numero maggiore di fori comporterebbe un sovraccarico.

 

Gestione delle vibrazioni

La turbina deve essere realizzata con una meccanica di precisione impeccabile: che riduca al minimo le vibrazioni durante la fase operativa. Una lubrificazione corretta e costante dello strumento, unita all’impiego di cuscinetti in ceramica di qualità, aiuteranno a mantenere una funzionalità ottimale nel tempo.

Inoltre, le vibrazioni sono fastidiose per il medico e per il paziente. È importante che queste vengano ridotto al minimo. Nella scelta di una turbina dentale è importante che il livello acustico sia al di sotto 60 dbA (decibel attenuati). I dba è l’unità di misura nata per fornire una simulazione della sensibilità dell’orecchio umano secondo la curva A alle varie frequenze di rumore. Sotto i 60 dba le vibrazioni emesse dalla turbina sono accettabili.

 

I materiali

La turbina odontoiatrica è uno strumento centrale ed è importante che sia costruito con materiali resistenti, ma leggeri come: il titanio, il cromo o l’alluminio. I trattamenti con l’uso della turbina odontoiatrica sono faticosi e lunghi, per questo lo strumento oltre ad essere ergonomico e resistente, deve essere anche leggero per consentire sforzi operativi prolungati che non affatichino il dentista e consentirgli di mantenere facilmente un elevato grado di precisione.

Anche l’impugnatura del manipolo deve offrire un grip ottimale. Troppe scanalature possono rendere la pulizia dello strumento più complessa e meno efficace. Anche questo dettaglio va osservato nella scelta dello strumento giusto.

 

Illuminazione integrata

L’illuminazione LED è la più indicata: è più potente e non altera il colore dei tessuti e dei denti quando li illumina.

 

Conclusioni

La scelta di una turbina dentale comporta molte valutazioni da parte del professionista. Infatti, molto importanti sono i fattori relativi all’ergonomia dello strumento, alla fattura e longevità, ai materiali, al contesto operativo e all’impatto che l’azione dello strumento ha anche sul paziente stesso. Quest’ultimo aspetto, proprio nell’ambito dell’odontoiatria ha acquisito un peso determinante, capace di influire direttamente sulla percezione che i pazienti hanno dello studio dentistico e del professionista!


Revello - Valori e Competenze per il dentale