Il ridotto spessore dei tessuti gengivali e la loro estrema sensibilità richiedono tecniche chirurgiche molto precise, che includono l'utilizzo di suture appropriate.
Nell’ambito della riabilitazione implantare la stabilità primaria è un argomento piuttosto controverso, poiché questa si riferisce al livello di stabilità dell’impianto subito dopo l’intervento.
La chirurgia guidata ha rivoluzionato il modo di approcciarsi all’implantologia dentale poiché ha permesso di agevolare interventi sia semplici che articolati.
Vediamo insieme procedure e passaggi di una tecnica riproducibile dal clinico, grazie a protocolli definiti e consolidati.
Sono molteplici le strategie terapeutiche orientate a ridurre la perdita di volume osseo e garantire, parallelamente, una migliore osteointegrazione degli impianti.
Oggi è possibile trovare soluzioni stabili e durature nelle riabilitazioni dentarie, anche quando non ci sono le condizioni cliniche ideali. Ne parliamo con il Dr. Alessandro Sassi.
Il profilo di emergenza della protesi su impianti risulta essere un fattore importante per ampliare in modo significativo il margine di successo in un intervento di implantologia con Zero Bone Loss.
Misurare il livello di osteointegrazione di un impianto dentale consente di avere il pieno controllo della situazione. Il valore ISQ consente di scegliere il momento giusto.
La Zero Bone Loss è la condizione ideale in cui, inserito l’impianto dentale, non si verifica riassorbimento osseo in nessun caso. Per raggiungere tale obiettivo, la profondità di posizionamento dell’impianto è un fattore fondamentale.
Protesi implantari avvitate e cementate nelle riabilitazioni singole: analizziamo le caratteristiche che ne determinano vantaggi e svantaggi.