Strumenti diagnostici per il COVID-19

Strumenti diagnostici per il COVID-19

STRUMENTI DIAGNOSTICI PER IL COVID-19. Sbrogliamo la matassa!

In questo momento c’è molta attenzione ai test diagnostici per identificare l’infezione da SARS-CoV-2. Iniziamo con il fare chiarezza!

Sensibilità e specificità: cosa sono?

La sensibilità e la specificità di un test sono due criteri che vengono impiegati per valutare la capacità di un test di individuare la presenza di una malattia all’interno di un campione di popolazione rispetto a quella che ne è invece priva. In particolare un test sensibile è quello capace di svelare la presenza di piccole quantità di anticorpi, tossine, enzimi, ecc… Un test specifico invece è quello capace di capire quanti, rispetto alla popolazione sana sottoposta al test risulti effettivamente negativa.

Con riferimento allo schema riportato nell’articolo - dove le colonne indicano la REALTA’ delle cose (M+: totalità dei malati; M-:totalità dei sani) e le righe la VALUTAZIONE del test (T+: risultati positivi al test; T-: risultati negativi al test). Possiamo meglio identificare queste due variabili.

Non tutti i soggetti sottoposti ad un test, anche se malati, risultano positivi purtroppo. Con la sensibilità si può misurare questa accuratezza identificando la probabilità che un malato risulti positivo al test. La sensibilità è quindi la proporzione di malati che risultano effettivamente positivi al test (cioè SENSIBILITA’ = a/(a+c) nello schema sopra).


La specificità invece misura quanti sani sono effettivamente risultati negativi: la probabilità cioè che un soggetto sano risulti effettivamente negativo al test (cioè SPECIFICITA’ = d/(b+d) nello schema sopra).

Servono entrambe? La risposta è SI. Un’ altissima sensibilità non basta da sola perchè oltre a riconoscere TUTTI i positivi (sensibilità) bisogna anche essere sicuri di identificare come positivi SOLO quelli effettivamente malati (a questo serve la specificità).

La bontà di un test si identifica quindi con alta sensibilità ed alta specificità (entrambe devono essere maggiori almeno del 90%).


Quali sono i TEST disponibili e come operano?

Test molecolare mediante tampone

Si tratta di una indagine molecolare reverse transcription (rt)-Real Time PCR per la rilevazione del genoma (RNA) del virus SARS-CoV-2 nel campione biologico. Questa metodica permette di identificare in modo altamente specifico e sensibile uno o più geni bersaglio del virus presenti nel campione biologico e di misurare in tempo reale la concentrazione iniziale della sequenza target.

Test antigenico rapido (mediante tampone nasale, naso-oro-faringeo, salivare)

Un nuovo tipi di test che promette di offrire risultati più rapidamente (30-60 minuti), potenzialmente utile soprattutto per le indagini di screening, è il test antigenico. A differenza dei test molecolari, questi testi rilevano la presenza del virus non tramite il suo acido nucleico ma tramite le sue proteine (antigeni). Purtroppo, fino ad oggi non vi sono sufficienti studi pubblicati che, a fronte di contesti specifici e di una ampia casistica, forniscano indicazioni sulla sensibilità e specificità di questi test rapidi in tutte le situazioni. Allo stato attuale, i dati disponibili dei vari test per questi parametri sono quelli dichiarati dal produttore: 70-86% per la sensibilità e 95-97% per la specificità.

Test sierologici

I test sierologici rilevano l’esposizione al virus SARS-COV- 2 attraverso gli anticorpi presenti nel sangue. In particolare si rilevano le immunoglobuline:

  • immunoglobuline IgA, se da poco si è incontrato il microrganismo estraneo;
  • immunoglobuline IgM, quando l’infezione è in fase iniziale (4 o 5 giorni dopo la comparsa dei sintomi, per poi scomparire);
  • immunoglobuline IgG, si trovano nel sangue un paio di settimane dopo la comparsa dei sintomi (ma possono comparire anche prima) e permangono poi per molto tempo.


I test sierologici possono essere qualitativi e quantitativi: qualitativi quando si evidenzia solo se una persona ha sviluppato o meno gli anticorpi specifici (positivo/negativo); quantitativi quando si misurano le concentrazioni degli anticorpi stessi presenti nel sangue. I test sierologici diffusi in questo momento sono di tipo qualitativo e danno un riscontro immediato. «Purtroppo da soli non sono in grado di confermare o meno una infezione in atto. Per questo, la positività necessita di un test molecolare su tampone per conferma (fonte: Ministero della Salute)».

Quindi, quali usare?

In un recente documento ("Test di laboratorio per SARS-CoV-2 e loro uso in sanità pubblica” - lo si può scaricare in fondo alla pagina) le principali istituzioni nazionali hanno riassunto, in modo semplice ed immediato le informazioni disponibili identificando anche quali sono i test più adatti da usare in ogni contesto.

«Il documento – dice Paolo D’Ancona dell’ISS - aggiunge un importante tassello alla strategia di uso degli strumenti diagnostici fornendo indicazioni sui criteri di scelta tra i test a disposizione, per un uso razionale e sostenibile delle risorse, nei diversi contesti.  E’ un momento di sovraccarico di richieste dei test sia per fini clinici che di sanità pubblica, quindi è stato importante indicare l’uso dei test molecolari per le situazioni in cui la certezza della diagnosi prevale sulla tempestività per difendere le situazioni a maggiore fragilità mentre si apre all’uso dei test rapidi laddove un intervento di controllo precoce può ottenere una riduzione della trasmissione.»

Il tampone molecolare è di fatto la scelta principe quando si approccia un caso sospetto sintomatico, un contatto stretto di caso confermato che manifesta sintomi, negli screening degli operatori sanitari, nei soggetti a contatto con persone fragili o per l’ingresso in comunità chiuse.  In altri casi andranno invece considerati i test antigenici rapidi che sono meno laboriosi, meno costosi, e più veloci (in meno di mezz’ora danno un risultato) ed operabili in maniera delocalizzata. In caso di positività potrebbe essere necessaria la conferma con un tampone molecolare (ad esempio in mancanza di una connessione epidemiologica chiara e definita). I test antigenici rapidi salivari, invece, che ancora sono in una fase di sperimentazione da un punto di vista epidemiologico, andranno considerati come alternativa ai test antigenici rapidi, una volta che sarà confermata la loro validità.


Quando usare i test?

In particolare nei casi sospetti e casi positivi il test serve per la ricerca del virus nel contesto delle indagini cliniche ed epidemiologiche di soggetti con sintomatologia compatibile con una infezione da SARS-CoV-2, inclusi i contatti stretti sintomatici, e ai test effettuati per definire la guarigione dei casi positivi: per questo motivo andrebbe sempre fatto cercando tra i test quelli più affidabili.

D’altro canto nei contatti stretti asintomatici i test dovrebbero essere limitati solo ai contatti stretti di un caso confermato sia che il test sia prescritto all’inizio che alla fine della quarantena. Non è raccomandato prescrivere test diagnostici a contatti stretti a loro volta contatti stretti di caso confermato.






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