Sanificazione dell’aria nello Studio: ecco come proteggersi

Purificazione aria Studio dentistico

Distanziamento, mascherine, guanti, igiene delle mani e sanificazione delle superfici: siamo tutti quanti ormai molto familiari con questo elenco di semplici accorgimenti in grado di renderci la vita più semplice, in questo periodo così particolare.

La diffusione del virus avviene principalmente da persona a persona, attraverso la vicinanza (circa 2 metri o meno) o il contatto diretto con una persona infetta, soprattutto in caso di diffusione del virus tramite starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando; in misura probabilmente minore, si può prendere il virus tramite il contatto con superfici su cui il virus si è depositato.

Infine, è stato dimostrato il rischio reale di contaminazione per via aerosol, in quanto il virus diffuso tramite starnuti o tosse può viaggiare fino a 4 metri e rimanere nell’aria di un ambiente chiuso fino a 3 ore.

 

Il virus e l’aria

Ci sono 2 veicoli per la diffusione del virus nell’aria, entrambi correlati alla presenza di una persona infetta:

·       Attraverso droplets di grandi dimensioni (diametro pari a 10 micron o superiore) emesse tramite starnuti o colpi di tosse. Questo tipo di droplets è in grado di viaggiare nell’aria per circa 2 metri prima di cadere e depositarsi sulle superfici.

·       Attraverso droplets di minori dimensioni (diametro inferiore ai 5 micron), emessi anch’essi tramite starnuti, tosse o semplicemente parlando. In questo caso lo spostamento nell’aria può arrivare a 4 metri ed oltre, ed anche la presenza in sospeso nell’aria ha maggiore durata: secondo il New England Journal of Medicine, la massima durata della permanenza del virus nell’aria è di circa 3 ore (fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc2004973).

Una volta espulso nell’aria, il virus può infettare le persone se l’aerosol contaminato entra a contatto di bocca, naso o mucose di soggetti sani; da questo deriva l’importanza dell’utilizzo dei dispositivi di protezione (mascherine, guanti, visiere) e del mantenimento di distanze minime di sicurezza.

 

Ma come proteggersi quando mantenere le distanze non è possibile?

La professione del dentista è nota per i rischi connessi alla cattiva qualità dell’aria; i laboratori sono pieni di polvere derivante dalle apparecchiature di fresatura e trapanatura, e gli ambulatori pullulano di germi e batteri generati dalla nebulizzazione degli spray dei manipoli.

La professione dentistica, ora più che mai, si posiziona ai primi posti nella classifica dei lavori più rischiosi per la salute, secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’utilizzo di protezioni e di sistemi di aerazione e pulizia dell’aria sono da sempre parti integranti dei protocolli per la salute, l’igiene, la protezione e la sanificazione degli operatori e dei medici negli studi dentistici; da questo punto di vista si potrebbe dire che l’avvento del Covid-19 abbia soltanto incrementato e portato alla luce, mediaticamente parlando, rischi e timori già esistenti e noti.

La presenza di sistemi di filtraggio dell’aria nei sistemi di aerazione condizionata non è purtroppo sufficiente a garantire un’aria pulita. I sistemi di condizionamento aria sono dotati di filtri in grado di bloccare particelle di grandi dimensioni, ma non sono abbastanza performanti per bloccare composti organici volatili, germi, batteri ed allergeni, né tantomeno i virus.

Ma soprattutto, il principale compito di un sistema di condizionamento è quello di muovere l’aria in una stanza; così facendo, eventuali virus presenti nell’aria e sulle superfici non fanno altro che “decollare” e muoversi più velocemente, aumentando il rischio di contaminazioni e contagi.  

È evidente che un sistema efficace e specifico di purificazione dell’aria è il perfetto alleato dello studio dentistico per la rimozione dei virus (oltre che delle sostanze organiche volatili, delle polveri sottili e di tutti gli altri contaminanti) dall’aria, per la massima sicurezza del medico e del paziente.




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