Ruolo e benefici della tecnologia DIFOTI DIAGNOCAM in cariologia

Diagnocam

La carie rimane, ad oggi, una patologia orale tra le più diffuse al mondo assieme alle affezioni parodontali; rappresentano infatti le condizioni prevalenti per le quali si rendono necessari interventi terapeutici e purtroppo sono la causa principale della perdita degli elementi dentari.

In merito alla patologia cariosa è nota ormai da tempo la sua complessa natura multifattoriale, nonché la sua criticità sia in ambito preventivo sia terapeutico.

L’esigenza di un approccio codificato, strutturato e scientific based ha condotto nel tempo allo sviluppo e affermazione della CARIOLOGIA come disciplina odontoiatrica e, successivamente, alla redazione e adozione di un core curricula europeo in cariologia (del quale esiste anche la versione italiana) e ritenuto ad oggi lo standard di riferimento per clinici.

 

Oltre alla prevenzione primaria, riconosciuta quale strumento principale per garantire il mantenimento della salute degli elementi dentari, si è affermato l’attuale orientamento alla patologia cariosa con un sostanziale cambio di paradigma che prevede la valutazione quanto più precoce possibile del RISCHIO individuale di sviluppo della patologia, ancora prima di intercettare gli eventuali effetti della malattia stessa sui denti (quali le lesioni da demineralizzazione).

I principi per definire il livello di rischio individuale di sviluppo delle carie CRA (caries risk assesment) e conseguentemente la sua gestione, rientra nella metodologia CAMBRA (Caries Management by Risk Assesment) sviluppata e proposta da J. Featherston tra il 2003 ed il 2007.

 

 

La metodologia CAMBRA

Da un punto di vista pratico il metodo CAMBRA prevede un’indagine e l’analisi di tutti i fattori di rischio VS protettivi del paziente, oltre alla valutazione dell’ambiente orale. Questo al fine di definire lo stato di rischio ed intraprendere trattamenti (preventivi e/o terapeutici) multifattoriali, adatti e individuali.

Sia nel caso venga adottata la metodologia CAMBRA, sia che l’approccio clinico rimanga orientato all’intercettazione precoce dei segni clinici della malattia cariosa, rimane fondamentale la necessità di effettuare valutazioni molto accurate circa le condizioni dei tessuti minerali dei denti, rilevando le eventuali variazioni correlate all’attività cariosa.

In questo contesto il supporto strumentale alla osservazione diretta delle superfici dentarie, assume un ruolo cruciale ed il dispositivo DIAGNOCAM di Kavo rappresenta una soluzione efficace ed innovativa a disposizione dei clinici.

 

 

Il dispositivo DIAGNOCAM di Kavo

Diagnocam utilizza la tecnologia DIFOTI (Digital Fiber Optic Transillumination) basata sul principio fisico della transilluminazione.

Il dispositivo è dotato di una componente hardware, similare ad una microcamera intraorale la quale emette contemporaneamente due fasci di luce (non visibile direttamente a occhio nudo) prodotti da una sorgente laser a 780nm i quali, colpendo le superfici minerali dei denti, vengono assorbiti o riflessi in rapporto al tipo di tessuto minerale indagato ed al suo stato di mineralizzazione, fornendo informazioni visive all’operatore: TRANSILLUMINAZIONE.

Il dispositivo acquisisce i risultati del processo di transilluminazione mediante una microcamera e rende istantaneamente visibili le superfici indagate attraverso immagini digitali riprodotte su un monitor.

Gli elementi dentari e le superfici appaiono in gradazioni di grigio, ricordando le più tradizionali radiografie dentarie, con un elevatissimo grado di accuratezza e precisione.

Questa metodica di transilluminazione e contestuale acquisizione digitale consente di osservare i tessuti in misura estremamente dettagliata, ingrandita e dinamica. Le immagini o addirittura i filmati delle aree osservate possono essere memorizzati utilizzando il software dedicato, per una loro condivisione, archiviazione (documentazione con validità legale) e successivo controllo/confronto.

La tecnica di transilluminazione ed il dispositivo Diagnocam consentono di rilevare stati di demineralizzazione molto precoci a livello occlusale ed interprossimale, difficilmente intercettatili con le radiografie, come riportato in letteratura, nonché fratture del materiale minerale, lo stato delle ricostruzioni presenti e loro eventuale infiltrazione cariosa.

L’utilizzo della luce piuttosto che di radiazioni ionizzanti, consente da un punto di vista squisitamente clinico, di potere sottoporre ad indagine tutti i pazienti, tutti gli elementi dentari e a ogni successivo controllo includendo quindi un esame altamente specifico e ripetibile nella routine di controllo e prevenzione in favore dei pazienti.

 

 

 

 

Immagine radiografica a confronto con immagine acquisita con Diagnocam. Lesione da tattilità cariosa: demineralizzazione interprossimale

 

Conclusioni

Nella nostra esperienza clinica abbiamo adottato con entusiasmo e soddisfazione il dispositivo Diagnocam a supporto dei percorsi di inquadramento dei pazienti da un punto di vista cariologico, a supporto e potenziamento diagnostico, per il monitoraggio e la sorveglianza circa l’efficacia delle misure preventive e terapeutiche intraprese, nel breve, medio e lungo periodo.

La semplicità d’uso, la breve curva di apprendimento necessaria per comprendere come utilizzare il dispositivo nelle sue componenti hardware e software, l’immediata interpretazione delle immagini ottenute, assieme all’utilizzo routinario di Diagnocam hanno consentito al nostro team di iniziare ad osservare la bocca dei pazienti in maniera “diversa” e decisamente ancora più attenta, migliorando sensibilmente le attività in termini di flusso e qualità di lavoro (percepita anche dai pazienti), con oggettive ripercussioni positive.

 

Ultimo aspetto non meno rilevante per importanza e potenzialità è rappresentato dalla validità di questa strumentazione per la comunicazione e condivisione delle informazioni con il paziente.

Ciò che viene rilevato e mostrato attraverso immagini e video su monitor (o trasferiti a tablet e smartphone) è facilmente comprensibile da parte del paziente, contribuendo a migliorare la consapevolezza dello stato di salute o necessità di intervento, nonché a sviluppare una maggiore e più proficua collaborazione, adesione ai programmi proposti e attenzione nei confronti della salute.

 

 

 

 

 

Da dispositivo diagnostico a strumento di comunicazione efficace verso il paziente

 

 

Autore: I.D. Stefano Checchi 

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