Protesi implantare avvitata o cementata? The better choice

Protesi implantare avvitata o cementata

In odontoiatria, un’evoluzione importante nella pratica clinica è stata il nuovo approccio alla protesi avvitata, rispetto alla protesi cementata. 
Il passaggio a una protesi di tipo avvitato è legato anche a studi ed esperienze cliniche che hanno mostrato come sia spesso complicato rimuovere completamente tutti i residui di cemento se i margini del pilastro sono in una posizione subgengivale. Più è profondo il margine della cementazione maggiori sono i residui di cemento non rimossi. 
Inoltre, tali residui di cemento si dimostrano spesso un ulteriore fattore che predispone alla perimplantite cronica.


Protesi dentale avvitata: vantaggi e svantaggi

Tra i maggiori vantaggi della scelta di una protesi dentale avvitata ci sono sicuramente quelli di tipo biologico: minore infiammazione del solco perimplantare e tessuti più sani. 
Anche i tessuti molli adiacenti a questo tipo di protesi si rivelano spesso in condizioni minori. In particolare, le protesi con più elementi possono ostacolare la rimozione dell’eccesso di cemento.
Tali riabilitazioni sono più semplici da rimuovere per le procedure di igiene, il serraggio di vite e pilastro o le riparazioni in parti fratturate. Di conseguenza, tra i più grandi svantaggi delle protesi di tipo cementato c’è sicuramente la difficoltà di reintervento.

La scelta di protesi avvitata diventa consigliata in quelle situazioni dove c’è maggiore bisogno di mantenere inalterati i tessuti, come ad esempio le protesi con cantilever o le riabilitazioni complesse su impianti.
Altro vantaggio della protesi avvitata è in un fit marginale più stretto, rispetto a una soluzione cementata.
Al contrario, tra gli svantaggi di una protesi avvitata c’è la mancanza di un fit passivo. Nella protesi di tipo cementato, il cemento ha funzione di compensazione delle discrepanze e assorbe gli stress di deformazione generati da qualsiasi misfit tra pilastro e impianto.
Va considerato tuttavia che i progressi tecnici raggiunti oggi nella realizzazione di impianti e componenti protesiche permette un fit passivo delle parti avvitate estremamente preciso.


La protesi ibrida avvitata/cementata

Questo tipo di protesi si basa sull’utilizzo di corone avvitate e cementate. Tale tecnica prevede che una protesi terminata sia cementata su una base in titanio sul modello e successivamente avvitata nella bocca del paziente.
Questo approccio garantisce sia un fit passivo, vista la presenza di uno strato di cemento tra corona e pilastro, sia la possibilità di reintervenire senza difficoltà.
Sebbene la protesi sia avvitata in bocca, dal punto di vista biomeccanico si comporta come una protesi di tipo cementato, poiché il substrato che sostiene insieme la base in titanio e la protesi è il cemento dentale. 

Fabbricazione di protesi avvitate/cementate singole

Oggi le aziende implantari producono un’ampia varietà di basi in titanio disegnate specificamente per l'applicazione in differenti parti gengivali e per la ritenzione.
Tali basi sono generalmente un po’ più corte e, nella parte più coronale, il metallo può non essere circonferenziale: questo vuol dire che c’è un’area metal-free che è ottenuta per ridurre la visibilità della base in metallo dall’aspetto vestibolare di una protesi in zirconia.

Conclusioni

Da questa breve analisi sulle protesi avvitate e cementate possiamo riassumere e portare con noi tre concetti principali:
  1. Le protesi cementate/avvitate con basi in titanio possono essere usate per la riabilitazione protesica degli impianti.
  2. Biomeccanicamente, le protesi cementate/avvitate si comportano come le protesi cementate.
  3. Un pilastro base che ha molteplici sottosquadri si distingue per una migliore performance nella tenuta del cemento rispetto ad un pilastro tradizionale con una superficie più uniforme.



FONTI: Linkevicius, T. (2019). Zero Bone Loss. Milano: Quintessenza Edizioni srl

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