La corretta sterilizzazione e conservazione dei dispositivi medici odontoiatrici: come prevenire il rischio di contaminazione biologica e risolvere il problema delle avarie meccaniche.

Le Fasi del processo di sterilizzazione nello studio odontoiatrico

processo di sterilizzazione

Lo studio odontoiatrico e da considerarsi ambiente lavorativo ad alto rischio biologico, considerata la possibilità di trasmissione infettiva.
Come riportato nel D-Lgs 81/2008: “Al medico è imposto per legge di dotarsi delle attrezzature in grado di raggiungere il miglior standard di sicurezza alla luce della più recente tecnologia disponibile”.

Le Linee Guida elaborate dall’Ispettorato Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) rappresentano il documento più completo per gli odontoiatri, in merito alla gestione del processo di sterilizzazione dei dispositivi medici.
L’intero processo di sterilizzazione è costituito da procedure estremamente rigide e non intercambiabili. Tutte le fasi sono eseguite in modo consecutivo e sono obbligatorie, al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza al paziente.
Ripercorriamo insieme le varie fasi del ciclo:
  1. Raccolta
  2. Decontaminazione
  3. Detersione
  4. Risciacquo e asciugatura
  5. Controllo e manutenzione
  6. Confezionamento
  7. Sterilizzazione

La raccolta

L’esposizione ad agenti biologici avviene già durante la prima fase del ciclo. Infatti, l’operatore che raccoglie i materiali usati deve porre molta attenzione a non incorre in incidenti con i materiali usati infetti o potenzialmente contaminati. 
Per questo è necessario usare i corretti dispositivi di protezione individuale, già a partire da questa fase e smaltirli correttamente.

Decontaminazione

La seconda fase, come suggerisce anche il nome, ha come obiettivo quello di ridurre la carica microbica derivante dagli strumenti. Questi ultimi vanno immersi immediatamente in una soluzione contenente un agente chimico disinfettante al fine di decontaminarli. Solo al termine di questa fase, sarà possibile smontare i vari strumenti.
Questa fase può essere svolta in modo manuale o automatico, utilizzando un liquido compatibile con i materiali trattati. 

Detersione o lavaggio

La procedura di lavaggio ha lo scopo di rimuovere i residui di sostanze organiche, inorganiche e dei microrganismi. Il lavaggio può avvenire in modo manuale, automatico o attraverso gli ultrasuoni
Per la spazzolatura, nel caso del lavaggio manuale, è necessario usare le apposite spazzole o scovolini, ponendo attenzione agli incastri o alla cavità dello strumento. 
Mentre, il lavaggio automatico e ad ultrasuoni impongono rispettivamente l’uso di macchine lava-strumenti, termo-disinfettatrici e vasche ultrasuoni. 
Le macchine attraverso cui viene fatto il lavaggio automatico adottano cicli di lavaggio conformi alla normativa UNI EN ISO 15883.
Il lavaggio ad ultrasuoni è impiegato come trattamento di sostegno a quello manuale, dal momento che al termine dello stesso deve essere eseguita la pulizia manuale. Esso avviene attraverso l’applicazione del principio fisico chiamato cavitazione ultrasonica.

Risciacquo e asciugatura

Dopo il lavaggio manuale o tramite ultrasuoni è importante rimuovere residui di detergente attraverso una doccia con acqua corrente.
L’asciugatura dovrebbe avvenire preferibilmente attraverso l’uso di pistole ad aria compressa (o apposite apparecchiature). Alternativamente, si possono usare anche panni di tela o carta, ma è importante che non rilascino fibre.
Con i termodisinfettori le fasi di decontaminazione, lavaggio, termodisinfezione ed asciugatura sono eseguire automaticamente in un unico ciclo.

Controllo e manutenzione

Prima di confezionare lo strumento è necessario verificarne l’integrità, la pulizia e la funzionalità. Durante questa fase si effettua la lubrificazione degli strumenti articolati o rotanti che, anche in questo caso, può avvenire in modo automatico, al fine di ottimizzare ed efficientare il processo.

Confezionamento

Tale fase deve essere effettuata in un luogo diverso da quello del lavaggio e ha lo scopo di mantenere la sterilità dei dispositivi fino al loro prossimo utilizzo, isolandolo e proteggendolo dall’ambiente esterno.

Sterilizzazione

Per eseguire al meglio questa ultima procedura è necessario prestare attenzione alle indicazioni date dal fabbricante del prodotto con cui si sterilizza o del prodotto da sterilizzare. In particolare, si devono considerare: la scelta del metodo, la temperatura e la possibilità di riprocessazione. 
Il processo di sterilizzazione più conosciuto è tramite calore, ovvero attraverso l’uso di autoclavi che consentono di porre sotto pressione il vapore. 

Il ciclo di sterilizzazione è ora concluso, ma è importante riservare uno spazio anche alla tracciabilità e allo stoccaggio. Questa procedura consente di ricostruire con semplicità e precisione le fasi del processo di sterilizzazione, mediante registrazione su supporto cartaceo e/o informatico. 
Tutte le confezioni sottoposte a sterilizzazione devono riportare il numero di lotto di sterilizzazione, la data di scadenza e vanno conservate integre. Infine, è importante ricordare che la durata dello stato di sterilita varia da materiale a materiale.

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