Come gestire restauri endodontici su carie interprossimali

restauri endodontici

Durante la maggior parte del secolo scorso, l'amalgama è stata utilizzata quale materiale d’elezione per il restauro della gran parte dei denti posteriori con carie interprossimali.

L'introduzione delle resine composite ha certamente fornito un’alternativa migliore dal punto di vista estetico, ma l’utilizzo è stato, inizialmente, riservato agli interventi sui denti anteriori.

Chi ha sperimentato l’utilizzo di questi materiali sui denti posteriori ha presto capito perché. Ha scoperto infatti le inadeguate proprietà fisiche, la limitata resistenza all'usura, oltre che constatando che la maggior parte dei restauri così eseguiti erano condannati al fallimento.                    

 

L’industria, vedendo la domanda in crescita, migliorò le composizioni creando resine composite "ibride". Prodotti adatti al restauro dei denti posteriori sono disponibili da oltre trenta anni, tuttavia importanti distinzioni vanno fatte per quanto riguarda le proprietà di manipolazione di queste resine composite confrontate all'amalgama d'argento, così come va fatto relativamente alle tecniche impiegate dai dentisti endodontisti per creare un contorno perfetto e un contatto ideale con i denti adiacenti.


Per settant'anni, le matrici antiaderenti Tofflemire sono state utilizzate per creare un buon contatto quando si usa l'amalgama. Quest’ultima è sufficientemente densa da deformare l’anello, il che permette di ottenere un ottimo contatto nel momento della rimozione.

Essendo le resine composite meno dense, non c’è deformazione della fascia (che ha uno spessore finito). Gli utilizzatori di matrici Tofflemire spesso scoprono che i loro restauri in resina hanno una forma piatta e raggiungono un contatto con il dente adiacente inadeguato o, addirittura, nullo.

 

Molto tempo fa, furono introdotti metodi alternativi per ottenere in endodonzia restauri di qualità con resine composite. Essi prevedono l’utilizzo di matrici sezionali bombate più piccole e anelli separatori. La forza di separazione che l'anello esercita sui denti porta ad un ottimo contatto al momento della rimozione, nonostante il suo spessore. Questi sistemi, tuttavia, hanno presentato una serie di problemi. Per utenti esperti di Tofflemire, l’introduzione dei nuovi sistemi è stata accompagnata da una curva d’apprendimento molto ripida, tanto che molti professionisti hanno preferito ritornare al confort offerto dal loro ben conosciuto sistema Tofflemire. 

Anche oggi molti utenti di compositi resistono all’introduzione di sistemi più moderni, individuando problemi di utilizzo in determinate situazioni cliniche. I produttori hanno introdotto numerose varianti dei sistemi a matrici sezionali, ciascuna intesa per risolvere le diverse carenze della versione precedente. Tuttavia, chi ha scelto di utilizzare sistemi a matrici sezionali incontra situazioni che ne rende impegnativo l’utilizzo.

Una di queste situazioni è quella nota come " Wide Prep" (cavità ampie), dove la preparazione interprossimale si estende oltre gli angoli della linea buccale o linguale. Con la maggior parte dei sistemi, il posizionamento dell'anello di separazione provoca il danneggiamento o l’alterazione della forma nella matrice sezionale, facendola collassare all’interno della cavità stessa.

Esistono "soluzioni alternative" per ovviare al problema e che permettono di raggiungere il risultato desiderato, ma sempre con un certo grado di difficoltà, come quelle proposte da Garrison Dental.

 

 

Come gestire una seconda classe profonda: protocolli e trucchi

Caso clinico spiegato dal Dott. Andrea Fabianelli

 

Nel caso preso in esame un paziente si è presentato per una dolenzia nel secondo quadrante. All’esame radiografico viene evidenziata una lesione cariosa di grado D3 a carico dell’elemento 25.

Si decide per un restauro diretto in composito, nella speranza che la polpa dentale non abbia già subito danni irreversibili.

Dopo anestesia e applicazione della diga di gomma viene fatta toelette cavitaria, rimossa la dentina infetta, regolarizzati i margini e dopo mordenzatura selettiva applicato l’adesivo universale.

Al fine di ottenere un corretto punto di contatto viene utilizzata una matrice sezionale con un anello separatore Garrison Composi-Tight 3D Fusion particolare, che permette una corretta modellazione morfologica proprio nelle aree interprossimali tra secondo premolare e primo molare.


anello verde garrison


CLICCA QUI per vedere come viene avviene il posizionamento degli anelli Composi-Tight® 3D Fusion™ Wide Prep. 

 

Viene applicato il composito secondo la tecnica definita modified centripetal build up technique. Terminata la stratificazione, il restauro viene rifinito e lucidato. Rimossa la diga di gomma vengono effettuati eventuali piccoli ritocchi occlusali.

 

Lascia la tua e-mail e scarica qui il caso clinico completo.


anelli garrison


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